Il politico e l’istituzionale? Socialmente diversi

La sfera politica e quella istituzionale rischiano di confondersi sul web 2.0. Le PA devono prestare molta attenzione per non oltrepassare la linea sottile di demarcazione tra due ambiti affini eppur diversi.

La prima volta che abbiamo sentito parlare di un uso massiccio dei social media nella vita pubblica è stato nel 2008, in occasione della prima campagna elettorale di Obama. L’attuale presidente USA ha scelto il web 2.0 per comunicare in maniera diretta ed immediata con i propri elettori e detrattori, facendosi così più vicino alle persone e accrescendo in poco tempo la propria popolarità.

Ma quando parliamo di utilizzo dei social network nella PA, ci riferiamo allo stesso fenomeno?
In realtà occorre fare un’importante distinzione tra l’utilizzo politico e quello istituzionale. Lo stesso Obama, una volta eletto, ha modificato il proprio modo di comunicare in quanto a parlare non era più il candidato alla Casa Bianca, ma il Presidente degli Stati Uniti. Non si poneva più soltanto quale uomo politico, ma quale rappresentante di una Nazione: cambiavano quindi i ruoli, i contenuti e il linguaggio.

Le Pubbliche Amministrazioni sui social network devono tener ben presente questa distinzione e non cadere nella trappola di considerare i profili social come dei luoghi deputati unicamente a promuovere l’amministrazione in carica.

Ciò non significa che sui social media non si possa svolgere attività politica, ma i luoghi adatti a questo tipo di attività non possono essere i profili istituzionali dell’Ente, bensì quelli personali del Sindaco e degli altri esponenti politici. Rappresentare un’Istituzione vuol dire non esprimere mai posizioni personali o di partito, ma rappresentare e servire l’intera collettività: una PA non si rivolge agli elettori dell’amministrazione in carica, ma a tutta la comunità.

Concretamente ciò si traduce nell’utilizzo delle piattaforme di social media per diffondere informazioni di pubblica utilità, promuovere eventi pubblici, incentivare il dialogo e il confronto, coinvolgere la cittadinanza nelle decisioni pubbliche, essere sempre pronti all’ascolto e a fornire una pronta e corretta risposta istituzionale a opinioni, esigenze e istanze. Questo non toglie che la naturale conseguenza di una presenza ben pianificata e strutturata sul web 2.0 sia anche un ritorno di immagine per l’amministrazione in carica, ma si tratta di un aspetto secondario rispetto a quello che è lo scopo principale: fornire un reale servizio al cittadino, dando così nuova linfa ai principi di trasparenza, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa.

Articolo originariamente pubblicato su www.egov.maggioli.it – maggio 2012 (il sito è stato sostituito da www.pionero.it)

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