Sanremo 2022, dall’entusiasmo della prima serata alle occasioni perse della seconda

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Prima puntata strepitosa

Ritmo, allegria (di cui tutti sentivamo il bisogno), varietà musicale, apertura mentale e ben due gruppi ospiti internazionali (che poi sono italiani). Una serata che ha mostrato come l’Italia sia ancora viva, creativa, talentuosa, dallo spettacolo allo sport.

Cantanti in gara appartenenti a diverse generazioni, tra gradite scoperte e grandi nomi che hanno avuto il coraggio di rimettersi in gioco… fenomeno fino a qualche anno fa impensabile, ma Amadeus ha compiuto il miracolo.

Ornella Muti senza guizzi, ma è bastata la sua presenza quale icona del cinema italiano.

Puntata trainata dall’inarrestabile umorismo di Fiorello e dall’energia dei Maneskin, capaci di dar vita con estrema naturalezza ad uno spettacolo travolgente, di una stupefacente perfezione a fronte di un loro modo di essere “pulito” e al tempo stesso provocatorio… talento puro.

E la sorpresa dei Meduza, con la loro musica elettronica che ha fatto da colonna sonora a tante nostre giornate eppure in molti non sapevano fossero italiani.

Era indubbio che la puntata avesse “fatto il botto” e i dati di ascolto hanno confermato il successo di un Amadeus che ha superato sé stesso.

Arriviamo alla nota dolente: la seconda serata

Prendendo in prestito una terminologia ormai consueta in altri ambiti: un “cambio di passo”, ma decisamente poco riuscito.

Totale mancanza di ritmo.

Una co-conduttrice, Lorena Cesarini, che con un monologo troppo lungo parla di razzismo. Sia chiaro, il fenomeno in Italia e nel mondo c’è e va combattuto, ma forse qui è sbagliato il contesto, oltre al punto di partenza: i commenti dei soliti haters sui social sono in realtà espressione della frustrazione di quella massa di persone che sulle piazze virtuali pensano di poter dire qualsiasi cosa, senza filtri, soprattutto verso chi ha più successo di loro.

E questa ragazza, così giovane e anche di pelle nera, ha successo… avremmo voluto vedere questo in lei, lasciarla libera di esprimersi, invece è apparsa imbrigliata, così come i suoi splendidi capelli afro, succubi di un’infelice e costrittiva acconciatura.

Anche la comicità di Zalone, in altre occasioni strepitosa, non è parsa questa volta all’altezza.

Probabilmente quella di ieri doveva essere una serata contro le discriminazioni, ma la storia del principe e della principessa trans brasiliana non faceva, in realtà, né ridere né riflettere.

Più riuscito il ruolo del virologo Carrisi, ma a tratti irrispettoso del dramma che si è vissuto e si vive negli ospedali: affermando “mi toccherà tornare a lavorare in ospedale” parlando di un’asserita fine della pandemia, non ha tenuto conto che i virologi non sono solo quelli visti in TV e che tutti, così come gli altri medici e gli infermieri, sono stati e sono negli ospedali. Hanno messo a rischio la loro salute, con turni estenuanti, anche quando non c’erano le mascherine per proteggersi, sono stati lontani dalle loro famiglie, hanno visto ogni giorno morire persone, dovendo decidere a volte chi curare e chi lasciar andare.

Ripartire non deve significare dimenticare…

Se la prima puntata ha portato quella ventata di allegria che ci serviva per alleviare il peso di questi due anni, la seconda ha annoiato cercando, tra l’altro, di lanciare un non ben soppesato messaggio ottimistico di fine pandemia.

L’Omicron potrebbe rappresentare la fine di questo calvario, si è asserito. Eppure la scienza ci dice che attualmente non possiamo saperlo: potrebbero nascere nuove varianti capaci di evolvere verso una minore o una maggiore pericolosità… non lo sappiamo e non è il caso di fare dichiarazioni fuorvianti, che potrebbero spingere ad abbassare troppo la guardia, nel corso di una trasmissione così seguita.

Se nella prima serata si è mirabilmente mostrato come l’Italia abbia le carte in regole per ripartire (e che in realtà non si sia mai fermata del tutto), nella seconda c’è stata un’eccessiva retorica volendo lanciare messaggi non sempre corretti ed efficaci.

Gli ascolti hanno comunque premiato la kermesse, trainati dal successo della sera precedente, dalla curiosità per le canzoni in gara e dalla fiducia che giustamente permane nella professionalità e nella direzione artistica di Amadeus che aspettiamo ci sorprenda ancora nel corso delle prossime serate.

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