Un fiore per rendere omaggio al Festival di Sanremo

Ho scelto la foto di un fiore per rendere omaggio al Festival di Sanremo che sta per iniziare. Perché io lo guarderò e non mi vergogno a dirlo.

Non capisco perché vada di moda affermare pubblicamente di non essere interessati al Festival. Eppure qualcuno lo vedrà, a giudicare dagli ascolti di ogni anno.

Agli “intellettuali” che disdegnano il Festival in quanto evento nazionalpopolare (che a mio avviso è quindi già un fenomeno culturale) rispondo che la cultura non dovrebbe portare ad elevarsi su di un piedistallo guardando sempre verso la stessa direzione, ma dovrebbe spingere a guardarsi attorno per scoprire punti di vista diversi e inaspettati. Come si può criticare ciò che non si conosce?

Io guardo il Festival di Sanremo perché ha sempre fatto parte della mia vita, da quando da piccola mi sedevo vicino ai miei genitori ed ascoltavo con attenzione ogni nuova canzone, per commentarla con loro, scegliere la mia preferita e scommettere su quali sarebbero state le prime tre posizioni.

Ho così voluto trasmettere anche ai miei figli questa che per me è diventata una bella tradizione che si rinnova, riuscendo anche un po’ a coinvolgere mio marito che invece non era un affezionato della kermesse.

In questo modo ho costruito nuovi ricordi legati al Festival: quando il mio bambino aveva 2 anni, ad esempio, si è avvicinato a me durante una canzone e mi ha chiesto per la prima volta di ballare con un gesto da vero cavaliere; quando mia figlia frequentava la quinta elementare, invece, ricordo che sapeva a memoria “Occidentali’s Karma”, canzone che abbiamo cantato e ballato per tutta l’estate.

Trovo che il Festival nel tempo abbia anche saputo decisamente rinnovarsi e se alcune edizioni sono state oggettivamente poco riuscite, altre mi hanno sorpresa per la perfetta alchimia tra spettacolo, qualità delle canzoni e varietà dei generi musicali. Se infatti in passato esistevano le canzoni sanremesi, fatte apposta per vincere, ma che poi non avevano un gran riscontro di pubblico, negli ultimi anni la canzone vincitrice ha anche avuto un successo che è andato oltre la manifestazione musicale.

Infine dico anch’io la mia sulla polemica “femminista” legata alle parole di Amdeus durante la conferenza stampa di presentazione del Festival. In quell’occasione ha parlato delle dieci conduttrici delle diverse serate facendo anche riferimento alla loro bellezza, sminuendo così – a dire di molti – la loro bravura. Ma se guardiamo ai fatti, è evidente che Amadeus non abbia voluto delle semplici vallette che facessero bella mostra sul palco (come spesso si è fatto a Sanremo), ma delle conduttrici scelte tra donne intelligenti e dalla forte personalità… solo questo avrebbe dovuto spegnere ogni polemica.

Altra pecca contestata: Amadeus, presentando poi Francesca Sofia Novello – modella e compagna del pilota motociclistico Valentino Rossi – ha affermato di ammirarla per la sua capacità di stare accanto ad un grande uomo, “stando un passo indietro”. Da qui le accuse di maschilismo basate sul fatto che il conduttore avrebbe detto che le donne devono stare un passo indietro rispetto agli uomini…

Io sinceramente non mi sono sentita offesa da quelle parole. Forse il concetto poteva essere espresso diversamente, ma il significato mi è subito parso chiaro: il passo indietro non è riferito alla donna rispetto all’uomo, ma ad una persona che ha il merito di non aver sfruttato la notorietà del proprio compagno per far carriera proprio perché ha già un percorso personale che sta portando avanti in modo indipendente.

Magari penserò male, ma credo che tra chi ha così tanto criticato ci siano sicuramente persone sincere, oltre a molte altre hanno voluto approfittare della notorietà del Festival per immettersi nella sua scia e farsi notare o semplicemente per il gusto di sparare a zero contro la kermesse per sentirsi superiore alla cultura pop italiana.

Allora signori, sapete che vi dico? Io sono orgogliosamente pop e anche quest’anno guarderò Sanremo. E voi?

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