Sarahah, l’app che tira il sasso e nasconde la mano… attenti a chi può colpire!

Sarahah, l’app di messaggistica anonima che sta spopolando in tanti paesi e per la quale si prevede un boom anche in Italia, rischia di incrementare il fenomeno, già troppo diffuso in rete, di esprimere opinioni offensive nascondendosi dietro lo schermo di computer, tablet e smartphone.

Uno dei meriti da riconoscere a Facebook è quello di aver sempre voluto evitare che la piattaforma fosse popolata da account fasulli, proprio perché chi usufruisce della possibilità di comunicare con un così vasto pubblico, deve “metterci la faccia”… conosco infatti più di una persona che si è vista chiudere il profilo per aver utilizzato un nome falso.

Su Facebook, nonostante la necessità di utilizzare il proprio nome, in tanti non si rendono conto di parlare nella piazza più grande al mondo ed esprimono giudizi che spesso costituiscono uno sfogo alle loro frustrazioni, utilizzando parole che mai utilizzerebbero in un discorso a tu per tu. Non pensano che in quest’ultimo caso i danni in realtà sarebbero minori perché “verba volant”, ma “scripta manent” e ancor più sul web che nulla dimentica…

A far da freno nella vita di relazione è da sempre la possibilità di guardarsi negli occhi, di vedere l’effetto delle nostre parole riflesse nell’espressione altrui e allora ci limitiamo perché capiamo che altrimenti feriremmo la persona che abbiamo davanti o solo perché sappiamo che il nostro comportamento non sarebbe socialmente accettato nel nostro gruppo di riferimento.

Lo schermo luminoso sul quale scriviamo quando siamo sui social può darci invece l’illusione di non avere a che fare con altri esseri umani e ci lasciamo andare a sproloqui, giudizi affrettati, accuse e facili ironie.

Questo meccanismo psicologico ha alimentato il fenomeno degli “haters”, coloro che sul web esprimono opinioni e parole piene di aggressività verso il malcapitato di turno o spesso personaggi famosi che seguono solo al fine di denigrarli… per malcelata invidia.

Altra faccia della stessa medaglia è il fenomeno del cyberbullismo che ha reso i già odiosi atti di bullismo ancora più crudeli, con la possibilità di moltiplicare gli strumenti di sopraffazione nei confronti della vittima di fronte ad un pubblico ben più vasto ed in ogni momento della giornata e della notte. Se prima la vittima aveva la possibilità di allontanarsi fisicamente dai bulli per non subirne le angherie, le offese e le umiliazioni, ora, attraverso il web, è raggiungibile ovunque e comunque.

Cosa dire quindi di un’app come Sarahah che fa dell’anonimato la sua forza?

Nata come sito internet nei paesi arabi in ambito lavorativo per consentire ai dipendenti di parlare con sincerità ai loro capi, è diventata poi un’app molto diffusa e apprezzata soprattutto tra i giovani.

Un utilizzo positivo è possibile… possiamo pensare ad una dichiarazione d’amore da parte di un corteggiatore timido o ad attività di marketing che spingano ad esempio il consumatore ad esprimersi liberamente (in questo caso occorre saper gestire il confronto…).

Per il resto c’è ampio spazio per scherzi, pettegolezzi, malignità, espressioni di odio, intolleranza e cyberbullismo.

Quest’app avrà successo anche in Italia? Potrebbe in effetti esserci un boom pilotato da tutta la pubblicità fatta sui social e sul web. Per questo mi sono chiesta se fosse il caso che ne parlassi anch’io, col rischio di entrare nella scia che sta alimentando il fenomeno… ho deciso di farlo per aggiungere la mia voce a chi vuol mettere in guardia soprattutto i più giovani e i loro genitori dai possibili rischi.

Non smetterò mai di ripetere che il web non è cattivo, è l’utilizzo che ne facciamo che può essere cattivo. Dobbiamo conoscerlo per cogliere le enormi potenzialità positive e riconoscerne i pericoli. Ciò implica necessità di approfondimento e occorre non dimenticare che qualora si cada vittima di episodi di diffamazione o cyberbullismo, dobbiamo immediatamente denunciarli alla polizia postale perché si tratta di reati.

Detto questo, bisogna evitare di esporsi inutilmente a situazioni che possono facilmente ritorcersi contro di noi. Ciò comporta anche evitare di iscriversi ad un servizio che consenta a chiunque di comunicarci qualsiasi tipo di messaggio senza assumersene la responsabilità. E’ umano essere incuriositi da cosa potrebbero dirci, sperare magari di ricevere davvero la dichiarazione d’amore da parte di un corteggiatore timido, ma anche in questo caso potrebbe trattarsi di uno stupido scherzo che porterebbe solo ad illudersi, per non parlare delle cattiverie gratuite che con estrema leggerezza qualcuno potrebbe indirizzarci.

Si può pensare di essere sufficientemente forti per passare sopra, sorridendo, ad ogni cosa… ma è davvero così?

Gli stessi adulti sono pieni di debolezze e potrebbero non avere scudi abbastanza forti di fronte a critiche ed accuse. Pensiamo poi all’effetto che alcune parole potrebbero avere su adolescenti e bambini… sì, ci sono anche loro sui social, spesso senza che i genitori se ne rendano conto: per mancanza di controllo e di conoscenza delle dinamiche del web. I più giovani non hanno gli strumenti psicologici per affrontare offese e critiche gratuite, soprattutto se inviate da mittenti protetti da anonimato. Le parole possono far davvero male e potrebbero minare fortemente la loro fiducia in sé stessi, già messa a dura prova dall’emotività e dai cambiamenti interiori e fisici che caratterizzano la loro età.

Sarahah non è il primo strumento social che consente di nascondersi dietro ad una tastiera, ma il tam tam mediatico con cui si sta promuovendo questa nuova app, puntando proprio sull’aspetto divertente del suo utilizzo, può portarla ad una diffusione e ad un utilizzo ampio e spregiudicato, solo per provare l’effetto che fa…

Prima di scaricare l’app, chiediamoci se ne abbiamo davvero bisogno o se preferiamo che chi ha da dirci qualcosa abbia anche il coraggio di “metterci la faccia” 😉

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