Google, i dati personali come merce di scambio

Come ampiamente anticipato dall’azienda di Mountain View, da giovedì saranno unificate le regole sulla privacy relative ai 60 diversi sistemi online a marchio Google. Un cambiamento annunciato come un passo avanti per l’esperienza in rete degli utenti, a cui sottendono esigenze di mercato.

Dal 1 marzo sarà sufficiente essere iscritti a uno dei servizi di Google per ritrovare i propri dati raccolti nell’unico calderone della Google experience. Se la gestione della privacy sui diversi strumenti Google viene così semplificata, allo stesso tempo l’utente perde in parte il controllo dei propri dati personali. Questi ultimi vengono utilizzati dall’azienda di Mountain View per offrire servizi più personalizzati, quindi per profilare l’utente stesso.

Sempre più i dati personali costituiscono merce di scambio per usufruire dei servizi in rete. Non dobbiamo scandalizzarci: i servizi online sono degli straordinari strumenti capaci di semplificare e arricchire le nostre esperienze legate al lavoro, agli interessi, alla comunicazione in generale. Non possiamo certo pensare che le aziende ci offrano tutto questo per filantropia. A suscitare diffidenza è però il modo in cui spesso vengono cambiate le regole del gioco – soprattutto in tema di privacy – senza che l’utente abbia apparentemente voce in capitolo.

C’è da dire che non sempre i piani aziendali concepiti senza fare i conti con l’utente, vanno poi a buon fine. Basti pensare a Facebook, che dopo aver cambiato più volte la normativa sulla privacy, è dovuta tornare sui propri passi per non perdere la fiducia dei propri iscritti.

Staremo ora a vedere cosa succederà con Google: probabilmente gli utenti continueranno comunque ad usufruire dei suoi servizi, a partire dal motore di ricerca più utilizzato al mondo, fino alla posta di Gmail, per proseguire con YouTube, Google Maps, il sistema operativo Android per il mobile, … si tratta in effetti di strumenti entrati a far parte della vita quotidiana degli internauti.

Tuttavia qualcosa è già cambiato nella percezione generale: Google Inc. ha perso l’aura di “purezza” che la circondava nella fase iniziale per acquisire sempre più quella di azienda aggressiva, determinata da leggi di mercato.

Vi consiglio alcuni link per approfondire la tematica:

Google e la nuova privacy, ecco qualche consiglio, di Anna Lisa Bonfranceschi su Daily.wired.it
Trasparenza e privacy: Google prova il binomio impossibile, di  Massimo Gaggi sul Corriere.it
Articolo originariamente pubblicato su www.sinetinformatica.it il 28 febbraio 2012

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